I benefici della Compliance

Servizi di consulenza del lavoro; consulente del lavoro.

Che cos’è e a cosa può servire la Compliance?

E’ normale, anzi più che legittimo che un imprenditore si ponga queste domande.

Partendo dalla prima si può affermare che la Compliance è un insieme di regole che l’imprenditore è obbligato o decide di adottare per un migliore e corretto funzionamento della propria azienda.

Pertanto le norme e i regolamenti che influenzano le attività aziendali si distinguono in quelli di origine esterna e interna.

Quelle di origine esterna sono le norme e i regolamenti emanati dal legislatore o specifiche autorità responsabili della gestione dei rispettivi settori, quali ad esempio la Banca d’Italia, la Consob, il Garante della Privacy e pertanto inderogabili. Anche alcuni organismi di certificazione e organizzazioni o fondazioni, che seppur di natura privata, ma la cui autorità e riconosciuta a livello nazionale e internazionale, producono e pubblicano standard di riferimento, regole di condotta e raccomandazioni. Si pensi ad esempio ai principi contabili, o alle norme e le linee guida sulla gestione della qualità, dell’ambiente e della responsabilità sociale d’impresa, o anche alle linee guida sui sistemi di controllo interno e i principi per la redazione dei bilanci sociali.

Quando, invece, le attività di normazione sono di natura volontaria, cioè quando regolano aspetti specifici dell’azienda in funzione ai bisogni e alle scelte poste dalla governance aziendale quale ad esempio il codice etico, le regole interne del personale oppure regole che disciplinano operazioni, procedure o protocolli, la loro origine è interna.

 

Generalmente la volontà di dotarsi di regolamenti interni è spesso dovuta alla necessità di adattarsi alle regole imposte o richieste dal mercato a cui l’azienda fa riferimento al fine di accrescere la propria competitività oltre che migliorare l’immagine e reputazione nei confronti dei diversi stakeholder.

 

E’ indubbio che l ‘ampiezza e la chiarezza delle norme e dei regolamenti da rispettare sono strettamente correlate al tipo e alle dimensioni dell’azienda. In effetti, le società quotate in borsa devono fare riferimento a un insieme di norme molto più ampio rispetto alle PMI.

 

Tuttavia, sia le società quotate che le PMI hanno una cosa in comune in termini di conformità alle norme che riguardano tutte le aziende, come la salute e la sicurezza sul posto di lavoro, la protezione dei dati personali e le responsabilità amministrative di aziende e organizzazioni.

 

La compliance aziendale deve essere posizionata, quindi, come un’attività preventiva per proteggere dal rischio che le attività aziendali violino leggi, regolamenti o codici di condotta.

Rendere le attività aziendali conformi alle disposizioni legali e normative è certamente costoso, ma non è l’unico aspetto da tenere in considerazione. Un’altra valutazione, forse più rilevante da fare, è considerare quale sarebbe il costo, in caso di mancato adeguamento alle norme, se si verificasse un evento pregiudizievole.

 

Bisogna quindi valutare non solo l’aspetto economico legato al danno che può derivare dal mancato rispetto di norme e regolamenti, ma anche quello reputazionale legato alla possibile perdita di consenso e d’immagine a seguito di eventuali sanzioni o condanne che possono essere inflitte all’impresa.

 

Risulta evidente quindi che l’attività di compliance è particolarmente importante per i clienti perché garantisce che l’azienda nel suo complesso osserva un comportamento giuridico ed etico in conformità delle norme e dei divieti posti dalla legge o dall’azienda stessa aumentando la propria reputazione, immagine e competitività.

 

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di DeDi consulenza

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